domenica 20 settembre 2009

Inutile il silenzio

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università' e della Ricerca ha inviato questa mattina a tutte le scuole una nota firmata dal ministro Mariastella Gelmini, con la quale si invitano dirigenti, docenti, studenti e personale scolastico ad osservare un minuto di silenzio alle ore 12.00 di lunedì 21 settembre, in concomitanza con i funerali di Stato dei sei soldati italiani che hanno perso la vita nell'ambito della missione di pace in Afghanistan. Nella nota, inoltre, si invitano le scuole ad issare a mezz'asta le bandiere in segno di lutto.
Personalmente non rispetterò questo inutile segno di pubblica IPOCRISIA. Nel totale e sincero rispetto per la vita dei sei soldati italiani e delle oltre 30 vittime civili, nel cordoglio con tutte le famiglie coinvolte in questa strage credo che non si possa continuare ad accontentare la propaganda di una politica oramai incapace di essere qualcosa di diverso da pura ed inutile propaganda.

I militari italiani sono morti durante lo svolgimento del loro lavoro, e come tutte le morti sul lavoro stimolano la mia indignazione, il mio disappunto. Non è accettabile che si continui a morire per guadagnarsi da vivere, non è accettabile che la fame la mancanza di prospettive, la mancanza di sviluppo costringa giovani disperati ad affrontare qualsiasi tipo di rischio.
I militari sono morti perché a KABUL c'è una guerra e perché in una guerra muoiono militari e civili. Dove erano tutti coloro che oggi piangono commossi quando degli “stupidi pacifisti” chiedevamo a questo governo, come al precedente, di ritirare i soldati dalle missioni all'estero? Perché anche i politici dell’attuale opposizione hanno sempre ignorato questa richiesta mantenendo la presenza militare italiana in territori di guerra seppure in netta violazione dell’articolo 11 della Costituzione Italiana?
La guerra è orrenda, terrificante, inutile, ingiusta, schifosa ! C’è un solo modo per salvarsi dalla guerra ed è quello di non farla. Ripudiare la guerra deve divenire un valore culturale condiviso, un valore da trasmettere ai nostri figli, agli studenti nelle scuole. Dovremo seminare il rifiuto nei confronti di qualcosa di inutile, devastante e che spazza vie migliaia di vite umane ogni anno. Il governo, la sua politica e la sua propaganda ha invece interesse a creare “eroi”.
I regimi un tempo avevano bisogno di eroi che difendessero la patria oggi di eroi che difendano la Pace. In realtà i regimi non avevano alcun interesse per la patria allora come non ne hanno per la pace ora, i regimi creano eroi per difendere i propri interessi, il proprio potere.
Nei confronti del rispetto che tutti noi proviamo per queste vite perdute inutilmente non credo debba esserci silenzio, al contrario dovrebbe alzarsi una voce forte di sdegno I militari morti non sono eroi, sono vittime, vittime di chi li ha mandati a morire in un territorio di guerra, sono vittime di tutti i governi italiani che hanno confermato le cosiddette missioni di pace, sono  vittime di tutti quegli Italiani che con il proprio voto non hanno ritenuto opportuno dare un chiaro segno di ripudio alla guerra.
Di conseguenza gli stessi governi ed i cittadini che li hanno eletti sono anche responsabili delle migliaia di vittime civili che hanno provato sulla propria pelle la qualità di una democrazia esportata a suon di bombe e carri armati, una democrazia fatta di odio violenza e sopraffazione.

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