domenica 25 ottobre 2009

Dicotomia nella presentazione delle linee programmatiche


Le linee programmatiche presentate dal Sindaco al Consiglio Comunale, non si discostano molto da quelle contenute nel documento originale discusso durante l’ultimo tavolo di coalizione, non è stato recepito nessuno dei punti da noi suggeriti, mantenendo tutte le lacune e debolezze da noi ravvisate ma anche tutte quelle “priorità” che avevamo da subito apprezzato: i Consigli di quartiere; l’idea del “Bilancio partecipato”; una maggiore sicurezza sociale; il recupero del ruolo delle due Università perugine; il potenziamento dei servizi alla persona.
Ci colpiscono e ci preoccupano tuttavia i toni contenuti nel primo comunicato stampa del Consiglio Comunale . Un comunicato stampa in cui si dichiara la “partecipazione attiva ai progetti statali e regionali in materia di grandi infrastrutture” (aeroporto, trasformazione della E45 in autostrada, completamento della Perugia-Ancona, Nodo di Perugia, ferrovia regionale e ferrovia statale alta velocità) affermando che “i programmi, i progetti e le azioni esposti si caratterizzano per la loro coerenza e si pongono in continuità con i precedenti mandati, con l’obiettivo di mantenere alto il livello dei servizi e delle infrastrutture”.
Questa dichiarazione di continuità cozza con le promesse fatte in campagna elettorale, con le dichiarazioni fatte in sede di coalizione ma cozza anche con il documento stesso proposto al vaglio del Consiglio Comunale.
Non siamo in grado di decifrare questa dicotomia di segnali: da una parte quello ufficiale del documento dall'altra quello ad uso e consumo mediatico e di stampa. Chiediamo pertanto, in nome della tanto sbandierata trasparenza, che quanto viene detto e scritto sui giornali corrisponda a quello che viene ufficialmente approvato e deciso nelle sedi competenti.
Ci auguriamo infine che nel recepire o meno i 60 emendamenti posti e già dibattuti in consiglio comunale il sindaco vorrà tenere conto anche di alcuni suggerimenti avanzati dal nostro movimento:
- migliorare la trasparenza degli atti amministrativi attraverso la pubblicazione tempestiva di atti, delibere ed ordini del giorno sul sito web del comune ma anche attraverso l'introduzione di nuovi strumenti partecipativi come quello delle petizioni popolari via internet.
- realizzare un piano energetico comunale che segni una svolta fattiva verso l'utilizzo di fonti rinnovabili ed il risparmio energetico tenendo presente l'importanza della diffusione di una sensibilità ed una educazione alla cultura della sostenibilità con iniziative, esempi e buone pratiche.
- In tema di mobilità alternativa chiediamo che qualsiasi nuova proposta o idea venga fatta passare prima di tutto attraverso lo strumento della partecipazione, ed individuiamo nella realizzazione di percorsi ciclopedonali una concreta forma di mobilità alternativa ed ecologica.

Il Comitato Esecutivo del movimento Perugia Civica

venerdì 16 ottobre 2009

Dottorini, Verdi-Civici ed Italia dei Valori



Quello che è oggi il movimento Perugia Civica nasce da una idea ed una esperienza politica avviata con l'importante contributo del consigliere regionale dei Verdi, Oliviero Dottorini. Un’idea che oggi appare assolutamente lungimirante, avendo segnato per prima, a Perugia la fuoriuscita dei Verdi dal gruppo di Sinistra e Libertà.
Una scelta non strategica ma di sostanza, avendo da prima percepito e poi verificato, dopo le elezioni, la completa mancanza di corrispondenza tra le enunciazioni di principio e la realtà di una forza che è l’emblema della continuità, della conservazione di metodi e di strategie antiche.
Inevitabilmente la fuoriuscita di Sinistra e Libertà doveva essere portata a termine anche a livello regionale, in vista delle elezioni del 2010 e soprattutto in vista della realizzazione di un congresso che avrebbe consumato una ulteriore spaccatura nei Verdi Italiani.
Una fuoriuscita non semplice, soprattutto in considerazione di un regolamento elettorale che prevede lo sbarramento al 5,3% che ha spinto Dottorini ed i Verdi dell’Umbria, in tempi non sospetti, a cercare di recuperare la capacità a navigare in mare aperto trovando il coraggio di dialogare con tutti quei soggetti, civici e politici, in grado di condividere le istanze ecologiste attraverso un progetto capace di diventare prima programma e poi azione concreta.
In Umbria un segnale di apertura importante in tal senso è arrivato dall’Italia dei Valori, l’unica forza politica oggi in grado di sostenere, a livello nazionale, un’opposizione ferma e rigorosa nei confronti del governo Berlusconi e l’unica disposta ad aprire le proprie porte alla contaminazione tra culture diverse riconoscendo la necessità di innovazione nei linguaggi e nei contenuti. La decisione di intraprendere un percorso condiviso con l’Italia dei valori non è una decisione solitaria, ma una mozione che ha accolto il consenso del 96% degli iscritti al partito dei Verdi in Umbria.
Per quanto mi riguarda, già la mia candidatura in Perugia Civica era stata spinta dall’idea che la politica non potesse più essere demandata unicamente ai partiti, ed alle loro logiche spesso perverse ma che si dovesse cercare nelle singole sensibilità e competenze il motore per produrre quei cambiamenti realmente necessari alla gente. Credo che i valori che Oliviero Dottorini ha espresso in questi anni di mandato nel Consiglio regionale siano un patrimonio da conservare difendere e riconfermare. Un patrimonio che parla d’ambiente, commercio equo, software libero, diritto all’acqua, diritti dei cittadini e di tutte le minoranze, energie alternative, rifiuti, rispetto del territorio e delle sue risorse.
Ho già dato fiducia a queste idee che sono divenute parte del programma di Perugia Civica ed è mia convinzione continuare a lavorare affinché possano trovare una giusta collocazione anche nel direttivo regionale che emergerà dalle prossime elezioni.
Ho dato in passato la mia personale fiducia ad Oliviero Dottorini nella sua veste di capogruppo dei Verdi, coerentemente continuerò ad appoggiare il suo lavoro anche in questo nuovo percorso nell’Idv, nei modi e nei tempi che risulteranno più efficaci ad affermare temi e problematiche che personalmente ritengo fondamentali: i diritti umani, l’ambiente la pace e la cultura.
Questa ovviamente sarà una mia azione politica personale, e non modificherà né la mia posizione in Perugia Civica né, a maggior ragione, la posizione di Perugia Civica, un movimento che continuerà a mantenere la sua indipendenza ed equidistanza dai partiti, e continuerà a rivolgere i suoi sforzi e la sua attenzione alle tematiche della partecipazione e della trasparenza che sono state alla base della campagna elettorale.

Riuniamo le righe contro la guerra



'' Sarà l'Esercito italiano, con la banda dei Granatieri di Sardegna, ad inaugurare l'edizione 2009 di Eurochocolate. Sfilando in formazione da piazza Italia a piazza 4 Novembre, al grido di ''ROMPETE LE RIGHE!'' , darà ufficialmente il via alla manifestazione. Da quel momento sarà possibile immergersi nel mare di dolcezze proposte dai numerosi partners della kermesse. Per i più ardimentosi, l'esercito italiano e Novi offrono anche l'opportunità di scalare, con l'assistenza dei militari esperti, un'alta parete di cioccolato a forma di tavoletta per una prova di free climbing davvero curiosa.'' L'Esercito italiano un testimonial come un'altro ad aprire l'edizione 2009 della festa delle multinazionali del cioccolato (e non solo!) che è destinata ad attrarre soprattutto bambini e ragazzi, favorendo ''un'operazione simpatia'' nei confronti di un mestiere, di un ruolo che come gli altri NON E'!
Fare il militare non è un gioco da ragazzi e le armi non hanno il sapore delle tavolette di cioccolato.
La fanfara militare non è una dolce musica per la città che si definisce ''Capitale della Pace'', che ha dato i natali a Aldo Capitini, filosofo della non violenza.
Eurochocolate è la manifestazione commerciale della NESTLÉ che monopolizza e paralizza la città in nome del suo profitto.
La Nestlé che da sempre si distingue nel mondo per la sistematica violazione di diritti umani, sia per la promozione dell'allattamento artificiale, sia per lo sfruttamento dei territori latinoamericani con il supporto di militari e paramilitari.

Ma la presenza dell'esercito in piazza con la Nestlé non si spiega solo con il rapporto di collaborazione che da sempre unisce multinazionali e forze armate. L'inquietante parata di venerdì 16 ottobre, infatti, è l'ennesima operazione di propaganda militarista che cela dietro lo spettacolo della festa la normalizzazione del clima di guerra a cui ci vogliono assuefare e un'ulteriore ghiotta occasione per l'esercito di offrire un'immagine rassicurante e allegra, così come la guerra ci viene presentata come una missione di pace.

I Promotori

ATTAC Perugia, Circolo SANA UTOPIA, Coop. PONTE SOLIDALE S.C.S., Ass.InfarmaZone, Comitato Pietro Castellini

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Caro Sindaco,

Leggo testualmente dal programma di Eurochocolate 2009:

Sarà l’ Esercito Italiano, con la Banda dei Granatieri di Sardegna, ad inaugurare l’ edizione 2009 di Eurochocolate. Venerdì 16 ottobre alle ore 11.00 sfilando in formazione da Piazza Italia a Piazza IV Novembre la banda, al grido di Rompete le righe!, darà ufficialmente il via alla manifestazione. Da quel momento sarà possibile immergersi nel mare di dolcezze proposte dai numerosi partner della kermesse. Per i più ardimentosi, l’ Esercito Italiano e Novi offrono anche l’ opportunità di scalare, con l’ assistenza dei militari esperti, un’ alta parete di cioccolato a forma di tavoletta per una prova di free climbing davvero curiosa.


Una scelta quantomeno discutibile, impropria, sicuramente una leggerezza da parte di chi è solito organizzare eventi non sulla base del messaggio culturale che essi propongono ma puntando unicamente al profitto.
Il soldato “buono dei Granatieri di Sardegna” non sta in Abruzzo ad aiutare i terremotati ancora costretti a vivere sotto le tende, non sta a Messina a spalare il fango per recuperare le ultime vittime della frana, non sta nemmeno sulle coste battute dai barconi dei disperati in fuga dalla fame e nemmeno in giro per l’Italia a distribuire il vaccino per la nuova influenza.
Mi risulta difficile capire ed accettare che lavoratori dello stato (perché questo sono i militari) invece di essere utilizzati per fronteggiare le molteplici necessità di una nazione alla deriva, in termini di controllo del territorio, di sicurezza dei cittadini e dell’ambiente diventino mercenari di discutibili operazioni commerciali come Eurochocolate.
A fianco a questo mi risulta difficile accettare che Perugia, città permeata di storia e simboli pacifisti, si presti ad operazioni di questo tipo senza considerare il pericoloso messaggio che ne deriva, un messaggio diseducativo nei confronti soprattutto delle giovani generazioni che sembrano sempre più abituate a considerare la presenza militare come un evento normale, quotidiano.
Giovani incapaci di percepire la gravità di quello che avviene ed accade nei territori militarizzati abituati ad edulcorare la parola guerra con il termine “missione di pace”.
Sono consapevole che si tratta solo di una banda, ma una banda militare, credo che, in alternativa, si sarebbero potute coinvolgere tante altre valide formazioni bandistiche locali, che come valore aggiunto avrebbero portato ed espresso anche la cultura e la tradizione di un territorio.
Questo non è che l’ ulteriore segno di un disinteresse generale nei confronti della città, della sua cultura e della sua storia quando in ballo ci sono gli interessi economici di sponsors importanti e pesanti come, in questo caso, la Nestlè.
Scalare una parete di cioccolato quando nel mondo milioni di persone muoiono di fame è un insulto all’umanità, scalare una parete di cioccolato considerando che quello stesso cioccolato è stato probabilmente prodotto sfruttando centinaia di lavoratori, anche minorenni, è un insulto ai diritti umani.

Claudio Santi ( Perugia Civica)


 (dal rapporto 2003 di Save the Children e TransFair Italia)

«.....Pensavo che dopo aver lavorato nel campo di cacao della Costa d'Avorio ne sarei diventato il proprietario. Ho lasciato il Mali perché non c'è possibilità di guadagnare. Il primo giorno di lavoro ho capito che i miei sogni non si sarebbero mai avverati, ....
 il capo mi ha detto che non mi poteva pagare per un anno intero perché doveva dare la mia paga all'uomo che mi ha portato nel campo in un camion. Ho pianto tutta la notte e ho cercato di scappare ma mi hanno catturato e picchiato».
 Diabatè, 14 anni, lavora senza sosta dodici ore al giorno. E' uno degli oltre 615.000 bambini "arruolati" forzatamente nelle piantagioni di cacao in Costa d'Avorio, Nigeria, Ghana e Camerun.




giovedì 1 ottobre 2009

Aderire alla manifestazione sulla libertà d'informazione



La libertà di stampa ed informazione è una delle garanzie che un governo democratico, assieme agli organi deputati (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l'esistenza di una stampa libera, indipendente e plurale.
In Italia più volte durante i governi Berlusconi si sono verificate preoccupanti limitazioni nei confronti di giornalisti, intellettuali, conduttori di trasmissioni televisive e persino comici nonostante quello della libertà d'informazione sia un diritto/dovere sancito dall'articolo 21 della costituzione.
Nel rapporto di Reporter San Frontiers l'Italia, a causa dell'irrisolto conflitto di interessi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si collloca al quarantesimo posto, superata da paesi latinoamericani come Ecuador, Uruguay, Paraguay, Cile ed El Salvador, oltre che da Stati africani come Benin, Sudafrica e Namibia.
Nella classifica di Freedom House del 2009 l'Italia è stato declassato a “Paese parzialmente libero in tema d'informazione”La libertà d'informazione è un concetto fondamentale per la democrazia e quando viene messa in discussione vengono messi in pericolo le basi della libertà e delle conquiste democratiche.Per questo motivo reputo fondamentale aderire alla manifestazione del 3 ottobre ritenendo che l'inaccettabile sequela di attacchi degli ultimi mesi, l'aria pesante che si respira ogni giorno di più contro una informazione libera e plurale richieda una reazione adeguata ed immediata capace di dare vita ad una mobilitazione compatta e duratura anche dopo la manifestazione di piazza.

Claudio Santi

(portavoce di Perugia Civica)

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