martedì 15 dicembre 2009
Pensiero non violento e ragionato
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Benvenuti alla sagra del qualunquismo bipartisan, del voyeurismo mediatico, dell'opportunismo politico che non conosce bandiera né tantomeno pudore. Ed ecco,come per miracolo, l'Italia, gli italiani, gli italioti si accorgono che esiste la violenza! Esiste la violenza perché un pazzo, (così il perbenismo definisce chi ha problemi di salute legati alla sfera comportamentale) ha deciso di tirare una statuetta in faccia a Silvio Berlusconi.
Italiani incapaci sino ad ora di vedere che la violenza in realtà ci circonda quotidianamente, una violenza che oramai non fa più notizia, che non è più degna della cronaca e che viene accettata con sconcertante normalità. La violenza della precarietà del lavoro, la violenza delle morti bianche, la violenza contro i detenuti, la violenza negli stadi, la violenza dei bulli nelle scuole, la violenza della disinformazione, la violenza del razzismo, la violenza delle ingerenze sulle libertà individuali, la violenza dell'omofobia, la violenza contro le diversità, la violenza di un radicato pensiero e comportamento mafioso, la violenza della guerra mascherata da missione di pace, la violenza dei gruppi infiltrati nelle manifestazioni, la violenza contro l'ambiente, la violenza contro le donne, la violenza contro i bambini.
Oggi sentiamo parlare di attentato, ignobile aggressione, attacco alle istituzioni di gesto frutto dalla campagna d'odio che passa attraverso i social network, che nasce dalle manifestazioni spontanee di piazza, fomentato da chi pensa che anche il presidente del consiglio debba farsi processare e giudicare come qualsiasi altro cittadino. Oggi vogliono farci credere che tutto ciò che rappresenta libertà di espressione e confronto è in realtà covo di odio e violenza. Per cancellare questa violenza già c'è chi reputa necessario oscurare siti internet, chiudere face book, proibire le manifestazioni di piazza magari proibire alla gente di parlare ed esprimere le proprie opinioni. Dove sono questi neo-nonviolenti quando ronde non autorizzate e gruppi di imbecilli devastano i campi rom, aggrediscono omosessuali, barboni e portatori di handicap fomentati dalle campagne razziste, intolleranti ed omofobe di ben precisi schieramenti politici? Dove sono i gruppi di indignati contro i cori e gli striscioni razzisti, offensivi ed aggressivi che ogni settimana fanno cornice alle nostre partite di calcio? Perché nessuno ha mai proposto, per questo, di chiudere gli stadi?
Per quanto riguarda l'attacco alle istituzioni è senza dubbio un atto grave anche se ancora una volta dimentichiamo, accecati dalla pressione mediatica, che quelle stesse istituzioni sono già state abbondantemente oltraggiate ed offese dai comportamenti di chi per primo le avrebbe dovute rispettare ed onorare. Offese con la reiterata pretesa di un sistema legislativo ad personam, offese con la lunga serie di gaffe internazionali (Le corna nella foto ricordo del vertice UE, Obama " l'abbronzato", gli schiamazzi al cospetto della regina Elisabetta, la telefonata durante il vertice NATO con il cancelliere Merkel che attendeva.....) offese con comportamenti nella vita privata oltre l'accettabilità morale richiesta dal ruolo ricoperto. Allo stesso modo i continui attacchi alla costituzione, al presidente della Repubblica, gli insulti rivolti agli avversari politici che, come nel caso dell'onorevole Bindi,sono sfociati nella volgarità più cruda ed inqualificabile, gli insulti rivolti agli italiani "coglioni" che avrebbero scelto di votare il centrosinistra sembrano oggi cancellati dal gesto sconsiderato ed isolato di un poveruomo. Si perché Tartaglia, da quello che subito hanno riferito media e giornali, non è un attivista politico ma un malato bisognoso di cure ed assistenza. Cure che probabilmente un servizio sanitario pubblico meno vessato da tagli economici avrebbe potuto fornire in maniera più adeguata evitandogli la sofferenza della sconsideratezza del suo stesso gesto.
Vogliamo proprio guardare in faccia la violenza che affligge il nostro paese?
Ibrahim 3 5 anni Senegalese ucciso il 5 Dicembre dal suo datore di lavoro. Prima preso a coltellate e poi buttato in n fosso colpevole di aver preteso tre mesi di stipendio arretrato sudato nei cantieri edili di Biella. Ibrahim non aveva una scorta non aveva l'anestesista del San Raffaele al suo fianco non aveva le telecamere a testimoniare il suo dramma . . . aveva solo una maledetta pelle nera che tutti tendiamo troppo facilmente a dimenticare.
Benvenuti alla sagra del qualunquismo bipartisan, del voyeurismo mediatico, dell'opportunismo politico che non conosce bandiera né tantomeno pudore. Ed ecco,come per miracolo, l'Italia, gli italiani, gli italioti si accorgono che esiste la violenza! Esiste la violenza perché un pazzo, (così il perbenismo definisce chi ha problemi di salute legati alla sfera comportamentale) ha deciso di tirare una statuetta in faccia a Silvio Berlusconi.
Italiani incapaci sino ad ora di vedere che la violenza in realtà ci circonda quotidianamente, una violenza che oramai non fa più notizia, che non è più degna della cronaca e che viene accettata con sconcertante normalità. La violenza della precarietà del lavoro, la violenza delle morti bianche, la violenza contro i detenuti, la violenza negli stadi, la violenza dei bulli nelle scuole, la violenza della disinformazione, la violenza del razzismo, la violenza delle ingerenze sulle libertà individuali, la violenza dell'omofobia, la violenza contro le diversità, la violenza di un radicato pensiero e comportamento mafioso, la violenza della guerra mascherata da missione di pace, la violenza dei gruppi infiltrati nelle manifestazioni, la violenza contro l'ambiente, la violenza contro le donne, la violenza contro i bambini.
Oggi sentiamo parlare di attentato, ignobile aggressione, attacco alle istituzioni di gesto frutto dalla campagna d'odio che passa attraverso i social network, che nasce dalle manifestazioni spontanee di piazza, fomentato da chi pensa che anche il presidente del consiglio debba farsi processare e giudicare come qualsiasi altro cittadino. Oggi vogliono farci credere che tutto ciò che rappresenta libertà di espressione e confronto è in realtà covo di odio e violenza. Per cancellare questa violenza già c'è chi reputa necessario oscurare siti internet, chiudere face book, proibire le manifestazioni di piazza magari proibire alla gente di parlare ed esprimere le proprie opinioni. Dove sono questi neo-nonviolenti quando ronde non autorizzate e gruppi di imbecilli devastano i campi rom, aggrediscono omosessuali, barboni e portatori di handicap fomentati dalle campagne razziste, intolleranti ed omofobe di ben precisi schieramenti politici? Dove sono i gruppi di indignati contro i cori e gli striscioni razzisti, offensivi ed aggressivi che ogni settimana fanno cornice alle nostre partite di calcio? Perché nessuno ha mai proposto, per questo, di chiudere gli stadi?
Per quanto riguarda l'attacco alle istituzioni è senza dubbio un atto grave anche se ancora una volta dimentichiamo, accecati dalla pressione mediatica, che quelle stesse istituzioni sono già state abbondantemente oltraggiate ed offese dai comportamenti di chi per primo le avrebbe dovute rispettare ed onorare. Offese con la reiterata pretesa di un sistema legislativo ad personam, offese con la lunga serie di gaffe internazionali (Le corna nella foto ricordo del vertice UE, Obama " l'abbronzato", gli schiamazzi al cospetto della regina Elisabetta, la telefonata durante il vertice NATO con il cancelliere Merkel che attendeva.....) offese con comportamenti nella vita privata oltre l'accettabilità morale richiesta dal ruolo ricoperto. Allo stesso modo i continui attacchi alla costituzione, al presidente della Repubblica, gli insulti rivolti agli avversari politici che, come nel caso dell'onorevole Bindi,sono sfociati nella volgarità più cruda ed inqualificabile, gli insulti rivolti agli italiani "coglioni" che avrebbero scelto di votare il centrosinistra sembrano oggi cancellati dal gesto sconsiderato ed isolato di un poveruomo. Si perché Tartaglia, da quello che subito hanno riferito media e giornali, non è un attivista politico ma un malato bisognoso di cure ed assistenza. Cure che probabilmente un servizio sanitario pubblico meno vessato da tagli economici avrebbe potuto fornire in maniera più adeguata evitandogli la sofferenza della sconsideratezza del suo stesso gesto.
Vogliamo proprio guardare in faccia la violenza che affligge il nostro paese?
Ibrahim 3 5 anni Senegalese ucciso il 5 Dicembre dal suo datore di lavoro. Prima preso a coltellate e poi buttato in n fosso colpevole di aver preteso tre mesi di stipendio arretrato sudato nei cantieri edili di Biella. Ibrahim non aveva una scorta non aveva l'anestesista del San Raffaele al suo fianco non aveva le telecamere a testimoniare il suo dramma . . . aveva solo una maledetta pelle nera che tutti tendiamo troppo facilmente a dimenticare.
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