domenica 17 maggio 2009
Un Comune che parla di Pace
sabato 9 maggio 2009
Cittadinanza Attiva nelle Politiche Sociali
Risulta sempre difficile parlare di politiche sociali . Queste ultime, infatti, quasi sempre sono relegate ad un ruolo subalterno o di contorno a tutte le altre attività che si programmano all'interno della vita politica.
È quindi necessario guardare la questione da un'altra prospettiva andando a considerare il complesso dei diritti sociali di cittadinanza come una priorità nella distribuzione dei mezzi disponibili. Ciò non comporta solo il focalizzare l'attenzione su uno specifico disagio sociale (es.: clandestinità, tossicodipendenze, minori, handicap, psichiatria, ecc.) quanto piuttosto assumere un respiro più ampio che tiene conto del quadro complessivo delle politiche sociali nel nostro Paese.
Partire quindi dal complesso dei diritti di cittadinanza e non più dai mezzi disponibili rimettendo al centro del disegno politico la persona, il cittadino e i suoi bisogni, e attorno ad essi ricostruire uno schema moderno di protezione sociale attiva.
L Amministrazione pubblica deve orientarsi con estrema decisione verso modelli d'intervento che si caratterizzano nel principio secondo il quale tutti i soggetti territoriali pubblici e privati interessati allo sviluppo delle politiche socio-assistenziali ed educative, definiscono congiuntamente, in forma concentrata, le azioni nei vari settori di competenza.
Di fronte alla crescente frammentazione e vulnerabilità della realtà sociale la sfida che si gioca su questo terreno è quella di far uscire i problemi dall'ambito ristretto degli addetti ai lavori per farli diventare problema di tutta la collettività.
Indirizzeremo i nostri sforzi verso l'educazione alla pace ed ai diritti e per la crescita della cultura della solidarietà e dell'integrazione, intesa nella sua dimensione progettuale e partecipativa e non semplicemente caritativa e spontaneistica. Una solidarietà che produce cambiamento e non conservazione. Una solidarietà fondata sulla centralità delle persone vulnerabili intesa e assunta come dovere della comunità. Concretamente la solidarietà deve passare attraverso la costituzione, lo sviluppo, la crescita dei luoghi di scambio, delle reti di realizzazione, delle progettualità, favorendo e stimolando il protagonismo dei gruppi, delle associazioni, del privato sociale.
Lavoreremo, quindi, per una più intensa e proficua collaborazione tra Ente pubblico e Terzo settore allo scopo di ridefinire funzioni sociali pubbliche e sistemi di regolazione in grado di sostenere processi di crescita della società civile, percorsi di partecipazione, servizi e iniziative di lotta all'esclusione sociale che coinvolgano l'intera comunità.
venerdì 8 maggio 2009
Una Consulta per la Sicurezza Partecipata
Parlare di sicurezza nella nostra città significa parlare di bene / valore che è di tutti i cittadini senza distinzione di età e di condizione sociale. Le politiche di sicurezza urbana devono passare attraverso la definizione di strategie che sanno tenere insieme il seme della prevenzione con gli strumenti del welfare e dello sviluppo integrato.
La prevenzione deve promuovere innanzitutto il benessere sociale e la rimozione delle condizioni di sottosviluppo e degrado, che rendendo inesigibili i diritti soggettivi di cittadinanza.
Una politica per la sicurezza se vuole essere efficace ed a lungo termine non può e non deve prescindere dal coinvolgimento attivo della cittadinanza, il che non significa avvallare l'ipotesi delle ronde ma sensibilizzare e promuovere processi di integrazione trasversale capaci di coinvolgere la partecipazione attiva della cittadinanza a partire dai comportamenti dei singoli cittadini. Il coinvolgimento di tutti gli attori sociali , istituzionali e della popolazione aiuterà a capire quale è la differenza tra il livello di sicurezza reale e quella percepita. per tutti questi motivi è necessario creare una consulta coinvolgendo istituzioni, associazioni e servizi sociali con il compito di promuovere uno scambio costante di informazioni e di promuovere iniziative ad hoc anche coordinando il monitoraggio del territorio, coinvolgendo la popolazione (centriascolto – questionari iniziative pubbliche ), raccogliendo le esigenze di sicurezza e far diminuire la percezione di paura ed abbandono.
Iscriviti a:
Post (Atom)
