sabato 9 maggio 2009
Cittadinanza Attiva nelle Politiche Sociali
Risulta sempre difficile parlare di politiche sociali . Queste ultime, infatti, quasi sempre sono relegate ad un ruolo subalterno o di contorno a tutte le altre attività che si programmano all'interno della vita politica.
È quindi necessario guardare la questione da un'altra prospettiva andando a considerare il complesso dei diritti sociali di cittadinanza come una priorità nella distribuzione dei mezzi disponibili. Ciò non comporta solo il focalizzare l'attenzione su uno specifico disagio sociale (es.: clandestinità, tossicodipendenze, minori, handicap, psichiatria, ecc.) quanto piuttosto assumere un respiro più ampio che tiene conto del quadro complessivo delle politiche sociali nel nostro Paese.
Partire quindi dal complesso dei diritti di cittadinanza e non più dai mezzi disponibili rimettendo al centro del disegno politico la persona, il cittadino e i suoi bisogni, e attorno ad essi ricostruire uno schema moderno di protezione sociale attiva.
L Amministrazione pubblica deve orientarsi con estrema decisione verso modelli d'intervento che si caratterizzano nel principio secondo il quale tutti i soggetti territoriali pubblici e privati interessati allo sviluppo delle politiche socio-assistenziali ed educative, definiscono congiuntamente, in forma concentrata, le azioni nei vari settori di competenza.
Di fronte alla crescente frammentazione e vulnerabilità della realtà sociale la sfida che si gioca su questo terreno è quella di far uscire i problemi dall'ambito ristretto degli addetti ai lavori per farli diventare problema di tutta la collettività.
Indirizzeremo i nostri sforzi verso l'educazione alla pace ed ai diritti e per la crescita della cultura della solidarietà e dell'integrazione, intesa nella sua dimensione progettuale e partecipativa e non semplicemente caritativa e spontaneistica. Una solidarietà che produce cambiamento e non conservazione. Una solidarietà fondata sulla centralità delle persone vulnerabili intesa e assunta come dovere della comunità. Concretamente la solidarietà deve passare attraverso la costituzione, lo sviluppo, la crescita dei luoghi di scambio, delle reti di realizzazione, delle progettualità, favorendo e stimolando il protagonismo dei gruppi, delle associazioni, del privato sociale.
Lavoreremo, quindi, per una più intensa e proficua collaborazione tra Ente pubblico e Terzo settore allo scopo di ridefinire funzioni sociali pubbliche e sistemi di regolazione in grado di sostenere processi di crescita della società civile, percorsi di partecipazione, servizi e iniziative di lotta all'esclusione sociale che coinvolgano l'intera comunità.
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