domenica 4 maggio 2008
Considerazioni Sinistre
Il recente terremoto nella sinistra italiana, o meglio in quello che di essa rimaneva, è solamente l'ultimo atto di un progressivo declino che, attraverso una penosa agonia, ci ha finalmente portato a toccare il fondo. Dico finalmente perché ora si impone irrinunciabile ed irrimandabile l'apertura di un dibattito volto a ricostruire dalla base un nuovo pensiero progressista, sociale e comunista.Le analisi del voto questa volta sono inesorabili, non ammettono alibi. Non c'è stavolta strapotere mediatico che tenga, la perdita di consensi, il tracollo, la disfatta sta tutta in un sistema vecchio, arcaico nel modo interpretare e gestire la politica e con essa il potere. Un sistema che probabilmente da tempo aveva perso le connotazioni di democrazia e che ha puntato unicamente alla difesa degli individualismi e dei poteri che essi rappresentavano determinando all'interno del popolo di sinistra fratture lacerazioni e malcontento.Tutto questo di fatto si è progressivamente tramutato in un allontanamento dalle esigenze della gente e quindi da un elettorato prima confuso, poi deluso ed ora definitivamente incazzato.Non ci si poteva aspettare ulteriore tolleranza, le troppe decisioni prese (o non prese) per “ragioni di governo o di coalizione”, le conversioni degli “atei devoti”, l'allontanamento da e della base, la sordità nei confronti delle voci dei movimenti insieme alle ambigue posizioni prese in materia di argomenti eticamente sensibili, sicurezza, laicità dello stato e difesa dell'ambiente hanno portato la politica della sinistra italiana ad un punto morto, un punto di non ritorno.Quella che è completamente mancata credo si la lungimiranza, una dote che dovrebbe invece essere prerogativa del politico chiamato e votato a difendere e gestire gli interessi della gente. Ci si è affannati a rincorrere risultati più degni di un libro di guinnes dei primati che di storia perdendo completamente di vista l'imbrutimento culturale che stava interessando soprattutto le nuove generazioni e che negli ultimi venti anni ha portato la cultura media del nostro paese a livelli terribilmente bassi, una situazione assolutamente nuova non paragonabile nemmeno a quella del dopoguerra. La situazione attuale è assolutamente primitiva, una situazione in cui gli istinti e le esigenze primarie vengono soddisfatte da un neoliberimo capitalista che concentra la sua attenzione sull'individualismo, sulla ricchezza ed il benessere personale, sul diritto personale di essere, esistere, affermarsi ed arricchirsi anche a discapito della collettività. Una nuova generazione che per difendersi costruisce barriere perché non ha più, non solo come valore ma nemmeno come concetto, il senso di politica, di società e di bene comune. Una nuova generazione che metabolizza nel razzismo la paura per il diverso, e di conseguenza esiste in funzione della capacità che ha di omologarsi standardizzarsi alle mode ai pensieri alle pseudo ideologie, una generazione che ha perso completamente il concetto di schiavitù sia attiva che passiva.Questo è il risultato dell'aver privilegiato la ricerca (peraltro fallimentare) di consensi e voti alla fatica di costruire una cultura, attraverso la scuola, le associazioni, i movimenti, le arti, gli sports ed ovviamente la politica.Siamo oggi quindi costretti a partire da zero, con l'aggravante di dover combattere due nemici subdoli ed ammalianti come il consumismo ed il qualunquismo.Dobbiamo iniziare a farlo partendo dalle esigenze vere delle gente, dalla difesa dell'ambiente e dei beni comuni, ricostruendo quegli ideali che si sono spenti, cancellati, perduti.Dobbiamo farlo in maniera nuova perchè nuovi sono i tempi perchè la gente oggi purtroppo si incontra più sul web che in piazza, e sul web crea comunità virtuali fatte però di persone reali.Dobbiamo farlo a partire dalla scuola, che deve tornare ad essere luogo di formazione e cultura, deve trasmettere concetti e valori, deve tornare ad essere selettiva, una selezione meritocratica, giusta e che ristabilisca l'importanza dell'impegno ed il valore dell' “essere” inteso come esistenza capace e pensante.Dobbiamo farlo attraverso l'educazione ai diritti umani che passa attraverso l'integrazione, la difesa sociale delle fasce deboli ed il rispetto per tutte le diversità, il pacifismo, e non ultimo la presa di coscienza che tutti noi oggi dobbiamo lavorare e combattere per ottenere e difendere i nostri diritti e la nostra libertà.
CieSse
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2 commenti:
aggiungo un commento arrivato per e-mail da Lorenzo:
Uno dei problemi più gravi, in questa Italia di oggi, è la disinformazione e quindi l'ignoranza che ne scaturisce. Secondo il mio modesto parere l'andamento del voto è stato dovuto soprattutto a ciò. La maggior parte delle persone che sono andate al voto,infatti, hanno votato senza avere ne un minimo di conoscenza, ne un giudizio sulle persone che le avrebbero dovute rappresentare. Non voglio fare di tutta l'erba un fascio, ma questo resta comunque un fatto gravissimo. Credo quindi che ci sia bisogno,oltre a quello che te hai già detto, anche di una massiccia informazione
che però vada ad analizzare tematiche ed aspetti che molto spesso sono messi da parte dalla maggior parte dei mass media. Non voglio star ora ad elencare le mancanze dei nostri giornali o dei nostri tg, anche perchè credo di comunicare con una persona che conosce meglio di me tutte le omissioni che sono state fatte e tutti i misteri che hanno accompagnato tutta la storia del dopoguerra italiano.Tutto ciò per dire; che bisogna avvicinare verso questo tipo di informazione tutti coloro
che sono ancora un po' scettici e che in questi ultimi mesi si sono fatti abbindolare da false promesse e soprattutto da false speranze.
Lorenzo
Ciao,
grazie per la mail e l'articolo.
Ti volevo scrivere quello che ho pensato appena dopo le elezioni e che col passare dei giorni continua ad essere per me oggetto di riflessione.
Continuo a considerare il fatto che la destra italiana sia piuttosto un'anomalia, e questo non per "giustificare" la sinistra, anzi forse con una politica seria e corretta sarebbe dovuto essere ancora più semplice vincere... Comunque, è un'anomalia e secondo me rappresenta pienamente l'insofferenza alle regole, il non saper rispettare nessuna legge, il sentirsi comunque "superiori" alla legge, più furbi, perchè si trova sempre il modo per scamparla e per venirne fuori come i più scaltri... Basti pensare a tutti i condoni, alla depenalizzazione del falso in bilancio, alle leggi ad personam, fino agli elogi a Mangano... Ma tutto cio' non è un segreto, la gente, gli italiani ormai lo sanno bene, non è più una novità ma un dato di fatto. Cio' mi porta a credere che gli italiani vogliono questo, perchè evidentemente non lo considerano grave o ancor peggio credono che da tale situazione ne possano in qualche modo tranne un proprio vantaggio. Mi spaventa questa considerazione, perchè significa che la maggioranza degli italiani non si riconosce più nelle leggi dello Stato, non tiene più in considerazione nè gli altri nè il bene comune. E se come sembra a pensarla così è la maggioranza, evidentemente vi è anche la legitimazione a cambiare e modificare le leggi e il sistema.
Cosa ne pensi?
--
Martina
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