mercoledì 7 maggio 2008

Chi protegge lo squadrismo?


Da anni oramai giunge da più parti la denuncia di una riorganizzazione su vasta scala dei gruppi di estrema destra. Qualche giorno fa una squadraccia a Roma ha fatto irruzione nel circolo Mario Mieli a suon di slogan omofobi e inni al duce, e solo ieri, a Verona, Nicola Tommasoli è morto in conseguenza alle lesioni prodotte da un' aggressione deliberata ed immotivata da parte di un gruppo di naziskin. Un gruppo già noto alle forze dell'ordine per episodi di intemperanza e violenza nei confronti di altri ragazzi di sinistra, extracomunitari ed omosessuali. E questi sono solo gli ultimi atti di una escalation che ha visto  negli ultimi anni episodi diretti di violenza su gay e lesbiche, diversi gesti di teppismo contro sedi d' associazioni, atti d'intimidazione, e sono centinaia le denunce di violenze a danni di centri sociali, gruppi culturali e giovanili, associazioni  culturali e di volontariato. Bisogna dire che l'odio e la violenza che trasudano da queste azioni sono conseguenza o quantomeno in sintonia con le campagne di esclusione e discriminazione sociale che hanno contraddistinto negli ultimi anni la politica della destra italiana ed europea. C'è il rischio oggi che queste forme di becero squadrismo trovino una legittimazione nella vittoria elettorale, e rischio ancor più grave che una  legittimazione arrivi, più o meno indirettamente, anche dalla legislatura del nuovo governo ed in particolar modo dall'operato di alcuni esponenti della Lega.
Una campagna elettorale fondata sulla sicurezza, i continui richiami alle ronde autorganizzate, la campagna mediatica diffamatoria nei confronti degli immigrati e dei clandestini, una pericolosa chiusura omofoba e sessuofoba, alla quale anche le gerarchie cattoliche hanno contribuito, sono il seme fecondo di una diffusa paura che serpeggia nella popolazione e che ha attecchito anche in una parte dell'elettorato di sinistra.
L'Italia si sente insicura, minacciata dalla presenza dell'immigrato,  minacciata nella sua proprietà minacciata nel salario, minacciata nella “maschia difesa delle sue donne”. L'Italia sente una profonda insicurezza per il suo futuro e cerca risposte nelle posizioni autarchiche della destra e della Lega.
Episodi come quello di Roma e peggio ancora quello di Verona non possono essere archiviati come episodi isolati di stupida imbecillità ma sono un segnale preoccupante che denota una oramai evidente organizzazione ramificata di certi gruppi che si concentrano tutte le domeniche negli stadi e nei confronti dei quali c'è stata sino ad oggi troppa tolleranza.
La capacità che la rete neo-fascita dimostra nell'organizzare le sue spedizioni punitive cosi come l'appoggio logistico offerto alla seppur brevissima latitanza dei sospetti assassini di Verona mette in luce una coordinazione a livello europeo e apre seri interrogativi sulle responsabilità più o meno consapevoli e volute di istituzioni e partiti lasciando aperta una inquietante domanda: Chi ha finaziato il sostentamento e la rinascita di queste nuove flange violente di estrema destra ?  
CieSse

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